FSLo patrocina il Test di tracciamento delle acque al Pian del Tivano

Comunicato Stampa del 25/10/2013:

Tra il Pian del Tivano e la Valle del Nosê si estende quello che in questo momento è il complesso carsico più lungo d’Italia (61,5 km), che comprende più di 74 grotte e una complessa rete di gallerie sotterranee di più di 87 km di sviluppo: oggetto di esplorazioni e ricerche fin dagli anni ‘30, questo sistema è in questi ultimi anni esplorato e studiato da numerosi gruppi e associazioni speleologiche regionali e anche da fuori Lombardia. Questi gruppi sono interessati a promuovere ricerche che comprendono, oltre all’esplorazione e alla documentazione delle cavità, anche indagini geologiche ed idrogeologiche sull’area del Pian del Tivano-Valle del Nosê e dei sistemi sorgentizi connessi (situati nei territori dei Comuni di Nesso e di Lasnigo).

L'articolo della Provincia di Como del 26 Ottobre.

L’articolo della Provincia di Como del 26 Ottobre.

Per meglio comprendere il funzionamento non soltanto del sistema carsico, ma anche dell’acquifero che esso contiene, è stato quindi definito un programma di studi idrogeologici che comprendono anche un test di tracciamento delle acque che permetterà di stabilire le connessioni idrauliche tra le diverse grotte del sistema e le sorgenti della zona, definendo i limiti del bacino idrogeologico del sistema e possibilmente confermando l’esistenza di uno o più sistemi carsici paralleli a quello noto e indipendenti da esso. Test di tracciamento delle acque delle grotte del Pian del Tivano erano già stati svolti in anni passati, e hanno permesso di delineare gli scorrimenti idrici sotterranei di una parte di questo grande sistema di grotte. Per questo progetto di ricerca, nella giornata di sabato 19 ottobre sono stati immessi due diversi traccianti artificiali in due cavità carsiche del sistema (il Buco del Latte e la grotta Ingresso Fornitori), controllandone poi l’arrivo alle sorgenti della zona, per verificarne i collegamenti. I traccianti utilizzati (Tinopal e Fluoresceina) sono ovviamente di attestata atossicità sia per l’uomo che per gli organismi acquatici: sono sostanze presenti in molti detersivi e saponi (come i detersivi per i piatti, ai quali la fluoresceina impartisce il tipico colore giallo o verde, oppure i detersivi da bucato, al quale il Tinopal, uno sbiancante ottico, garantisce il tipico “bianco più bianco”). Prove con questo genere di traccianti sono state più volte autorizzate da varie autorità sanitarie in diverse Province e nel 1996 un analogo test di tracciamento nella grotta Abisso presso la Capanna Stoppani, nel medesimo Complesso del Pian del Tivano-Valle del Nosê, è stato autorizzato dalle ASL della Provincia di Como.

Del test di tracciamento effettuato sabato era stata data comunicazione a Provincia, ARPA, ASL e Comuni interessati. La concentrazione massima prevedibile sarebbe dovuta essere inferiore a 0,2 ppm, quindi non visibile ad occhio nudo, rilevabile con l’analisi in laboratorio di appositi captori posti nelle sorgenti (costituiti da granuli di carbone che hanno la proprietà di fissare i traccianti): a causa delle forti precipitazioni della giornata di ieri, si è però verificata una situazione particolare, per cui un’onda di piena ha veicolato i traccianti in massa all’esterno, recapitandoli concentrati e in modo molto rapido alle sorgenti, con una modalità per noi inattesa, e impedendone la diluizione che, secondo i nostri calcoli, avrebbe invece dovuto mantenere la concentrazione al di sotto del limite visibile. Il tracciante ha inoltre un potere colorante molto elevato, ed è già visibile a concentrazioni di 10-20 parti per milione (20 molecole di tracciante diluite in un milione di molecole d’acqua).

Tracciante Fluoresceina rilasciato nel sifone terminale del Buco del Latte - Foto A.Premazzi L.Aimar

Tracciante Fluoresceina rilasciato nel sifone terminale del Buco del Latte – Foto A.Premazzi L.Aimar

Per questo motivo, la mattina del 25 ottobre, verso le 9, la sorgente del Tuf, nel Comune di Nesso, presentava una ben visibile colorazione verde, che ha generato un certo, e comprensibile, allarme nella popolazione. Va sottolineato che, nonostante il vistoso colore, il tracciante utilizzato è assolutamente innocuo, anche ad elevate concentrazioni, e non comporta alcun problema sanitario se ingerito, o se viene bevuta acqua “colorata”: questo tracciante viene utilizzato in medicina per esami oftalmici, dove viene iniettato direttamente nell’occhio, e non è quindi in alcun modo tossico nè irritante anche per contatto. E’ inoltre presente in moltissimi detersivi e bagnoschiuma. Non macchia nè la pelle, nè i tessuti con quali viene a contatto, e il colore dell’acqua svanisce naturalmente se esposto per poche ore alla luce. In ogni caso, il passaggio del colorante dovrebbe esaurirsi nell’arco di poche ore. L’uscita del tracciante (immesso sabato scorso) alla sorgente del Tuf comunque prova che queste acque provengono dalla grotta Buco del Latte, poco sopra il Pian del Tivano, scoperta due anni fa, lunga 2, 3 km e profonda 427 m, il cui fondo si trova 55 m sopra la sorgente, a circa 1900 m in linea d’aria.

Ora si attende l’esito del tracciamento delle acque di Ingresso Fornitori. Una volta completate le ricerche e le analisi, una relazione tecnica con i risultati verrà naturalmente messa a disposizione dei Comuni e degli Enti interessati. Dei risultati e delle esplorazioni delle grotte del Pian del Tivano e della valle del Nosê si parlerà anche nel corso di una serata divulgativa che verrò prossimamente organizzata in collaborazione con il Comune di Nesso.

Tracciamento con Tinopal nel Sifone in Ingresso Fornitori - Foto A.Ferrario

Tracciamento con Tinopal nel Sifone in Ingresso Fornitori – Foto A.Ferrario

Il test di tracciamento permetterà quindi di delimitare meglio il bacino di alimentazione delle sorgenti e di comprendere il funzionamento del sistema carsico, questioni entrambe fondamentali per la protezione e la tutela della qualità delle acque dell’acquifero carsico: i traccianti artificiali utilizzati, infatti, simulano il passaggio di una possibile sostanza inquinante, permettendo quindi di avere importantissime informazioni sulle modalità con le quali un eventuale inquinante si muove e si propaga attraverso il sistema di acque sotterranee fino alla sorgenti. Questo tipo di test è quindi uno strumento indispensabile per comprendere la provenienza delle acque sotterranee e la loro vulnerabilità all’inquinamento, conoscenze indispensabili per una migliore gestione del patrimonio idrico e per la salvaguardia della buona qualità delle acque delle sorgenti. Questo progetto di ricerca è patrocinato dalla Federazione Speleologica Lombarda (alla quale appartengono e fanno riferimento i gruppi speleologici lombardi).

I risultati di questo lavoro andranno ad integrare i dati dell’ “Osservatorio delle Aree Carsiche Lombarde” della Federazione Speleologica Lombarda: L’ “Osservatorio delle Aree Carsiche Lombarde” è un inventario delle conoscenze sul carso e sulle acque carsiche lombarde commissionato, con una convenzione di collaborazione, alla Federazione Speleologica Lombarda da Regione Lombardia (D.G. Ambiente, Energia e Reti), tra i cui scopi vi è anche una sintesi aggiornata delle conoscenze sui bacini idrogeologici carsici, in particolare sulla circolazione delle acque sotterranee e le relative direzioni di drenaggio.

Dott. ssa Paola Tognini

(responsabile della Commissione Scientifica della Federazione Speleologica Lombarda e coordinatrice del progetto di test di tracciamento del Pian del Tivano)

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