Monitoraggio delle arie sotterranee dell’Altpiano di Cariadeghe (BS)

Nel week end del 27-28 febbraio é stata effettuata l’opera di posizionamento di 25 data logger acquistati dal Gruppo Grotte Brescia, che serviranno per il monitoraggio delle temperature in uscita degli ingressi di cavità “meteoalti”, facenti riferimento al sistema carsico dell’Altopiano di Cariadeghe. Questa operazione fa parte del progetto di studio che mira alla ricostruzione della circolazione dei flussi d’aria del reticolo sotterraneo locale e all’ottenimento di una mappatura che possa indirizzare la ricerca speleologica a risolvere il rebus di nuovi collegamenti con le decine di ingressi presenti e conosciuti. La ricerca è condotta dal Gruppo Grotte Brescia  e da Underland, con il patrocinio dalla Federazione Speleologica Lombarda

L’Altopiano di Cariadeghe ha un’area di circa 7 km quadrati, con vette che non superano i 1200 metri, ma nonostante ciò ospita al suo interno lo storico complesso dell’Omber en Banda al Bus del Zel (Lo 247 – Lo 791 – Lo 498), con uno sviluppo attuale di oltre 20 km e un dislivello di 426 metri. In superficie, ci sono ben oltre un centinaio di ingressi noti e diverse centinaia di doline allineate su una fratturazione evidente. La gran parte delle cavità si trova tra quota 800 e quota 950, ma una prima curiosità è che diversi ingressi meteoalti si trovano a quote inferiori di quelli bassi. Anche nelle zone di cresta del Monte Ucia (1168 m) ci sono alternanze tra ingressi bassi e alti, che seguono allineamenti coincidenti alla fratturazione piuttosto che livelli di quota.  

Percorso realizzato per l’allestimento dei data logger – Elaborazione M. Pozzo

In profondità, il complesso è disposto su diversi livelli freatici con dimensioni che aumentano man mano che si scende di dislivello, ma il collettore principale che raccoglie le acque conosciute si perde a -350 m e in pianta più o meno all’altezza dell’ingresso: poco si sa sul rimanente percorso di 3,5 km in linea d’aria verso la Sorgente Zugna (Nave).

E’ possibile a questo punto estendere le conoscenze e le esplorazioni verso settori ancora sconosciuti soprattutto ad ovest, verso la risorgenza, all’interno del Monte Ucia e verso il limite più a monte della Boca del Zuf.

Per fare ciò, si è reso necessario un riordino generale e sistematico dei dati e delle topografie in possesso;  da qualche anno è in corso l’aggiornamento della topografia dell’intero sistema “Omber” che, assieme a tutte le altre, aspetta finalmente di essere visualizzata in 3D. Allo stesso tempo, sono state riposizionate con Gps tutte le cavità presenti con nuova topografia e loro distinzione sul regime di flusso di aria interno. Le varie rivisite hanno permesso anche di trovare nuovi ingressi (circa una quarantina) e ridare interesse a grotte di cui si avevano poche informazioni perché esplorate nel secolo scorso.

Posa di un data logger presso un ingresso – Foto M. Pozzo

Il monitoraggio delle temperature prevede la posa di data logger presso gli ingressi delle cavità nel momento in cui il flusso d’aria proviene dall’interno, e per due mesi ininterrotti. La prima ondata di logger copre il periodo di flusso invernale, la seconda coprirà più avanti quello estivo. E’ stata prevista una sessione di raccolta dati di 20 cavità considerate più interessanti e il criterio di scelta è stato: la loro posizione rispetto al sistema sottostante, la temperatura misurata al decimo di grado e la velocità del vento in uscita. Un’altra serie di data logger sarà invece posizionata all’interno della Lo 247 (Omber en Banda al Bus del Zel), a diverse profondità e in corrispondenza di diramazioni importanti o che possano avere corrispondenze con ingressi soprastanti. Altri 4 data logger registrano in esterno la temperatura da quota 800 a quota 1150 metri. In questo modo si vuole conoscere la temperatura media e di profondità del sistema carsico, per metterla in relazione alle bocche alitanti e cercare le eventuali corrispondenze. Non mancano “fortunatamente” le anomalie da decifrare tipo la Lo 791 (Terza grotta presso la Pocia dei Laacoi, collegata al sistema) che aspira sia in estate che in inverno o la Lo 963 (Bus del Foc) che fa l’esatto contrario. Altri ingressi invertono

l’alitazione a intervalli regolari di tempo (generalmente minuti) in periodi di oscillazione evidenti a seguito di aumenti repentini della temperatura esterna. Infine anche il vento fa la sua parte localmente,

considerato che l’altopiano è ricco di ingressi e molto probabilmente causa modifiche di flusso e temperature nelle regioni sotterranee più superficiali: si può anche ipotizzare che possano esserci circuiti indipendenti seppur collegati fisicamente al sistema.

Stralcio della mappa con dettaglio delle correnti d’aria per ogni ingresso dell’Altopiano – Elaborazione M. Pozzo

Il risultato di questa raccolta dati, una volta elaborato, ci permetterà di passare alla seconda fase dello studio, ovvero alla realizzazione di test con traccianti odorosi mirati, che possano accertare collegamenti tra ingressi ancora inviolati e posti a buona distanza dal sistema conosciuto, oppure a risolvere giunzioni anche inaspettate tra settori o grotte dell’Altopiano apparentemente scollegati tra loro.

Le attività proseguiranno con il posizionamento degli strumenti all’interno dell’Omber.

I risultati della ricerca saranno divulgati in occasione dello svolgimento del workshop Meteohypo 3 – Cariadeghe, previsto in Altopiano per febbraio 2022.

Max Pozzo & Vicky Franchini

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...