Gruppo di Lavoro Speleopaleo

I TESORI CUSTODITI DALLE GROTTE
All’interno delle grotte capita molto spesso di imbattersi in reperti fossili, a volte anche perfettamente conservati, nonostante un passato lungo parecchie decine di milioni d’anni. Poiché si trovano in luoghi poco visibili e non accessibili per la maggior parte della persone, spesso i fossili che vengono individuati dagli speleologi non sono mai stati studiati da un vero esperto o da un paleontologo e potrebbero rappresentare anche delle importanti scoperte…in attesa di essere riconosciute in quanto tali!

Paleo1 Foto 1: ammonite in sezione trasversale nella grotta Topino e le Giostre, sul Grignone (LC). Il fossile è perfettamente conservato ed è possibile distinguere con chiarezza le camere di abitazione separate dai setti interni (foto Andrea Maconi) 

ORA “COMPAGNI”…MA QUANTO DIVERSI!

I reperti che osserviamo all’interno delle grotte appartengono a due categorie fondamentali, diverse per età, storia ed ambiente di vita:

  • i fossili inglobati nella roccia hanno un’età contemporanea a quella del calcare in cui è scavata la grotta ed il loro ambiente di vita era molto diverso da quello attuale. Ne sono degli esempi le ammoniti, i crinoidi, i gasteropodi ecc.;
Foto 2a: gasteropode dell’Abisso Mucca Scivolona ai Piani di Bobbio (LC). Questi molluschi sono vissuti in condizioni di clima tropicale ed hanno subito il processo di fossilizzazione contemporaneamente alla diagenesi del calcare della grotta…quindi parecchi milioni di anni prima che si formasse la cavità! (foto Luana Aimar) Paleo2a
  • i fossili presenti nei sedimenti – come ossa, denti, zanne ecc. – sono molto più recenti della grotta stessa ed in vita hanno frequentato la cavità in cui oggi è possibile osservarli, o ambienti adiacenti ad essa.
Paleo2b Foto 2b: ossa fossilizzate e concrezionate alla base del Pozzo dei Rametti, in Valle Imagna (BG). Appartengono a mammiferi quaternari indeterminati – non essendo mai state studiate – che devono aver frequentato l’area alcune migliaia di anni fa (foto Andrea Maconi)

CUSTODI DELLA NOSTRA STESSA STORIA…

Le grotte sono un ambiente ideale anche per la conservazione dei resti di origine antropica e aiutano a colmare una notevole lacuna nella documentazione fossile. I reperti che le cavità hanno restituito fino ad oggi, oltre ad essere numerosi, si sono rivelati di fondamentale importanza per la ricostruzione dell’evoluzione umana. Ogni anno nuove scoperte provenienti da grotte d’Italia e di tutto il mondo riaprono dibattiti mai risolti e pongono ulteriori affascinanti quesiti.

Foto 3: lo scavo alla Caverna Generosa (CO) in Valle Intelvi. Oltre ad aver restituito una grandissima quantità di mammiferi quaternari, alcuni anche molto rari, in anni più recenti sono state trovate tracce ed oggetti indiscutibilmente riconducibili alla presenza dell’Uomo di Neanderthal (foto Silvio Bernasconi) Paleo3

IN LOMBARDIA…

In Lombardia fino ad oggi sono state esplorate e catastate oltre 4150 grotte concentrate soprattutto nella fascia prealpina. E’ auspicabile che la maggior parte di queste cavità, sviluppandosi in rocce di origine sedimentaria e quindi potenzialmente fossilifere, contengano dei fossili studiati solo in minima parte.

Paleo4 Foto 4: una visione d’insieme sintetica della Lombardia carsica in cui sono evidenziate le grotte principali e secondarie, frutto del Progetto Osservatorio delle Aree Carsiche Lombarde.

 

IL DATABASE PALEONTOLOGICO DELLE GROTTE LOMBARDE

Scopo del Progetto è quello di raccogliere in maniera il più possibile organica ed omogenea tutti i dati di distribuzione dei fossili all’interno delle grotte lombarde, preziose informazioni disperse sui bollettini dei gruppi, sulle pubblicazioni specifiche o semplicemente… nei ricordi degli speleologi!

Con il Progetto Osservatorio delle Aree Carsiche Lombarde, tra le altre cose, è stata prodotta una carta d’insieme della distribuzione delle grotte sul territorio lombardo. Scopo di questo nuovo lavoro è realizzare un foglio GIS, sovrapponibile alla carta già esistente, che renda facilmente consultabili per tutti anche le informazioni sul contenuto paleontologico delle grotte stesse.

Foto 5: la raccolta dei dati per il Database Paleontologico delle Grotte Lombarde si articola attraverso una minuziosa ricerca bibliografica e si arricchisce con le segnalazioni degli speleologi (foto Luana Aimar) Paleo5

PERCHE’ QUESTO LAVORO?

Per avere un quadro d’insieme completo del patrimonio paleontologico custodito nelle grotte lombarde! Sarà così possibile correlare tra di loro le cavità in base ai fossili contenuti e incrementare le informazioni sulla distribuzione dei reperti sul territorio lombardo.

Paleo6 Foto 6: una speleologa indica un evidente strato di mortalità di massa di grossi molluschi del genere Megalodon nell’abisso Mucca Scivolona, sui Piani di Bobbio (LC). Presumibilmente anche altre grotte dell’area ne contengono di analoghi (foto Andrea Ferrario)

CHI PUO’ CONTRIBUIRE? TUTTI!

Il Database Paleontologico delle Grotte Lombarde vuole essere un lavoro fatto con la collaborazione di tutti coloro che frequentano le grotte lombarde e a disposizione di ogni interessato. Chiunque può fare segnalazioni dei fossili osservati, con un grado di precisione che naturalmente varia a seconda delle personali competenze in materia.

Quindi non devi essere un esperto per contribuire!

Foto 7: Allora, cosa aspettate a dare anche il vostro contributo?! (foto Luana Aimar) Paleo7

Tutti coloro che forniranno segnalazioni o fotografie di fossili scattate all’interno di grotte lombarde saranno inseriti nella lista ufficiale dei collaboratori del progetto.

COME SI EFFETTUA LA SEGNALAZIONE?

Compilando l’apposita scheda! Nella prima parte vengono richiesti i dati personali e quelli per la corretta identificazione della grotta. La restante parte invece è costituita da semplici domande con risposte a crocette. Per compilare una scheda bastano pochi minuti!

Ogni segnalazione, anche quella che potresti ritenere più banale, sarà invece il pezzo colorato di un affascinante puzzle che costruiremo tutti insieme!

SCHEDA DI SEGNALAZIONE

A supporto delle segnalazioni è stata realizzata una scheda per aiutare il riconoscimento dei fossili in grotta:

Pagina 1

Pagina 1

Pagina 2

Pagina 2

Pagina 3

Pagina 3

A cura di:

Luana Aimar:   speleolu@libero.it

Nicola Castelnuovo: castelnuovonicola@hotmail.com

Paola Tognini:   paolatognini@iol.it

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