Cos’è la FSLo?

La storia della Federazione Speleologica Lombarda

L’associazione di riferimento che riunisce la maggior parte dei gruppi speleologici attivi in Lombardia è stata fondata il 26 Luglio 1972 come Ente Speleologico Lombardo e nella sua esistenza ha avuto alterne vicissitudini.

Gruppi fondatori furono: G.G. Brescia, G.G. Milano, G.G. S. Pellegrino, G.S. Bergamasco, G.S. Talpe e S.C. Universitario Comense. Il primo presidente fu Nangeroni, con segretario Villani.

L’idea iniziale era stata quella di creare una commissione catastale regionale, ma Dell’Oca spinse per creare una vera e propria federazione, che assunse però la denominazione di Ente Speleologico Regionale Lombardo nella convinzione di ottenere più credibilità agli occhi della pubblica amministrazione. La definizione di Ente, negli anni, ha procurato più che altro problemi e scarso gradimento, ma ci sono voluti alcuni decenni per arrivare alla drastica decisione di modificarla.

Primi passi dell’ESRL furono l’adozione di un tabulato catastale comune e l’organizzazione del XII Congresso Nazionale di Speleologia (1974 – S. Pellegrino Terme). Nel contempo ci si muoveva per promuovere una legge regionale sulla speleologia, la cui bozza fu però elaborata senza confrontarsi a sufficienza con i gruppi federati e fu aspramente criticata per evidenti carenze.

Ad ogni modo, tale primo tentativo era destinato ad essere rigettato dalla Giunta Regionale.
Ne seguirà un altro nel 1977, subito scartato, ed un terzo nel 1983, naufragato a causa di discordie tra l’ESRL e gruppi esterni ad esso. Il 1984 portò un aggiornamento dello statuto, che limava le carenze più macroscopiche. Negli anni successivi si cercò di instaurare un vero rapporto di collaborazione tra i gruppi dell’Ente, organizzando attività comuni. I risultati non furono mai particolarmente tangibili, soprattutto a causa di una mentalità isolazionista di molti speleologi lombardi. L’unico risultato comune restava l’organizzazione del Catasto, pur con molti limiti sconosciuti ad altre realtà regionali, quale la suddivisione in più aree geografiche gestite separatamente e, in certi casi, isolate a compartimenti stagni.

Una nuova iniziativa di quegli anni fu la pubblicazione di due numeri di “Grotte di Lombardia”, rivista regionale che naufragò nell’oblio a causa di un periodo di dissapori e disinteresse che doveva trascinarsi per tutti gli anni ’90. L’associazionismo regionale affrontò così il suo punto più basso, in netto contrasto con un progressivo rifiorire dell’attività esplorativa.

Nel frattempo, infatti, una nuova generazione di speleologi, del tutto ignara di retroscena, personaggi, dinamiche e motivazioni delle ostilità precedenti, affrontava in modo nuovo l’attività esplorativa, adottando su larga scala la tendenza nazionale denominata “speleologia trasversale” e ottenendo, anche grazie a questa, risultati di notevole portata.

Tutto ciò non poteva prescindere da un interscambio con gli archivi catastali, che continuavano ad essere gestiti e a funzionare autonomamente, con le disomogeneità e i disallineamenti che la situazione di mancato controllo da parte dell’ESRL implicava.

L’affacciarsi di nuovi soggetti e l’esigenza di riattivare l’ESRL, prescindendo dalla pesante eredità di disarmonia che il passato aveva lasciato, creò un nuovo entusiasmo.
Il risultato politico di tale evoluzione fu sancito dall’Assemblea del 14 settembre 2002, con l’elezione di un Consiglio Direttivo notevolmente rinnovato e con la sostituzione, dopo ben 25 anni di presidenza, di Alfredo Bini, sempre più demotivato.

La voglia di miglioramento e condivisione portò alla creazione della Banca Dati Speleologica Lombarda,“istituzionalizzando”, tramite regole chiare e concordate, la condivisione di fatto dei dati di poligonale che già esisteva in certe aree (Grigna, Tivano). Un altro sforzo di rinnovamento e di estensione delle garanzie fu fatto aggiornando il regolamento del Catasto. La ricerca di maggior interscambio  portò anche al riallacciamento dei rapporti tra i gruppi più attivi della regione, compreso qualche esempio di gruppi precedentemente non federati e di gruppi che da anni, almeno a livello politico, preferivano isolarsi nelle realtà locali. Anche la tradizione degli incontri regionali ebbe un certo rinverdimento, mentre addirittura si decise di lanciarsi nell’avventura dell’organizzazione dell’Incontro Internazionale Imagna 2005 – Esplorando!, coronato da un notevole riscontro di partecipazione e lusinghieri consensi.

Tutto questo fermento fece maturare la consapevolezza che era giunto il momento di lasciare alla storia l’ESRL e di fondare una nuova federazione più moderna e capace di rappresentare meglio tutte le anime speleologiche lombarde presenti sul territorio. In occasione del Raduno Speleologico Lombardo, con sede a Saronno, fu sciolto l’ESRL e fu fondata la Federazione Speleologica Lombarda (FSLo).

Tra i primi risultati di rilievo da citare, c’è il progetto “Osservatorio delle Aree Carsiche Lombarde”, realizzato con il fondamentale contributo della Regione Lombardia. Il progetto ha permesso di creare una stretta collaborazione tra le due istituzioni e un riconoscimento ufficiale, nei confronti della FSLo, come l’istituzione speleologica di riferimento sul territorio lombardo. Il progetto, terminato nel 2011, ha permesso anche di fare un’ampia sintesi e aggiornamento delle conoscenze speleologiche lombarde.

Di recente conclusione sono il Progetto Grotte Sicure realizzato in collaborazione con la IX Zona Speleologica del CNSAS e il Progetto Valle Bova, cofinanziato da Fondazione Cariplo.

Ma la vita di Federazione si è dimostrata attiva su più fronti, riuscendo a rappresentare come non è mai accaduto il più ampio numero di associazioni speleologiche lombarde, ben 26 (dato 2013).

Tra i traguardi ancora irrealizzati: l’ottenimento della sospirata Legge Regionale e il riordino, con relativa pubblicazione, di un Catasto Speleologico Regionale aggiornato. La strada è ancora lunga, ma ciò che ci insegna la nostra storia ci può solo fare da stimolo per insistere fino raggiungere i traguardi lungamente attesi.

Il Presidente

Giorgio Pannuzzo